A High-Density EEG Study Investigating the Neural Correlates of Continuity Editing Theory in VR Films

Cheng, W.; Wang, X.; Zou, J.; Li, M.; Tian, F.
Abstract:
This paper presents a cognitive psychology experiment to explore the differences between 2D and virtual reality (VR) film editing techniques. We recruited sixteen volunteers to view a range of different display modes and edit types of experimental material. An electroencephalogram (EEG) was recorded simultaneously while the participants watched. Subjective results showed that the VR mode reflects higher load scores, particularly in the effort dimension. Different editing types have no effect on subjective immersion scores. The VR mode elicited stronger EEG energy, with differences concentrated in the occipital, parietal, and central regions. On the basis of this, visual evoked potential (VEP) analyses were conducted, and the results indicated that VR mode triggered greater spatial attention, while editing in 2D mode induced stronger semantic updating and active understanding. Furthermore, we found that while the effect of different edit types in both display modes is similar, cross-axis editing triggered greater cognitive violations than continuity editing, which could serve as scientific theoretical support for the development of future VR film editing techniques.
Patologie/Applicazioni:
Anno:
2023
Tipo di pubblicazione:
Articolo
Parola chiave:
NIBS; stimolazione magnetica transcranica; TMS; depressione maggiore; theta burst
Testata scientifica:
MDPI
Mese:
04
Nota:
Lo studio esplora i correlati neurali del montaggio cinematografico nella realtà virtuale (VR) rispetto ai film in 2D, utilizzando l'elettroencefalografia (EEG) per analizzare l'impatto delle tecniche di editing sulla cognizione e sull'attenzione visiva. Sedici partecipanti hanno visionato clip montate con tecniche di continuità e di "cross-axis" in modalità VR e 2D, mentre venivano registrati i segnali EEG. I risultati soggettivi mostrano che la modalità VR comporta un carico cognitivo maggiore, soprattutto in termini di sforzo, mentre l'editing non influenza significativamente il senso di immersione percepito. L'analisi EEG evidenzia un'attivazione cerebrale più forte nella modalità VR, con differenze localizzate nelle regioni occipitale, parietale e centrale, mentre l'analisi dei potenziali evocati visivi (VEP) rivela che la VR stimola una maggiore attenzione spaziale, mentre il montaggio in 2D facilita un aggiornamento semantico più efficace. Inoltre, il montaggio cross-axis genera violazioni cognitive più marcate rispetto al montaggio di continuità, indipendentemente dalla modalità di visione, suggerendo che la regola dei 180 gradi, tipica del montaggio cinematografico tradizionale, può essere applicata anche ai film in VR. Lo studio fornisce quindi un supporto teorico per lo sviluppo di tecniche di montaggio nei film VR, ma riconosce il limite del campione ridotto, raccomandando studi futuri con un numero maggiore di partecipanti e materiali sperimentali più vari.
DOI:
10.3390/s23135886
Hits: 102

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