Dopo alcune teorie già elaborate dalla NASA, un nuovo studio canadese ha sollevato interrogativi affascinanti sulla possibilità che le capacità telepatiche siano un potenziale nascosto nel cervello umano e che ci sia una specifica regione dell'encefalo a limitare l'accesso a facoltà psichiche che potrebbero essere naturalmente presenti in ogni individuo, come una sorta di "interruttore biologico".
La ricerca, recentemente pubblicata su Science Direct (leggila QUI), ha utilizzato la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) per modulare l'attività di una zona ben precisa del cervello: la regione frontale mediale sinistra. Quest'area, conosciuta per il suo ruolo nei processi decisionali e nell'autocontrollo, sembra avere anche una funzione sconosciuta: inibire l'accesso a potenziali capacità telepatiche.
Gli scienziati ipotizzano che questa soppressione potrebbe essere il risultato di un adattamento evolutivo, un meccanismo che ha permesso agli esseri umani di concentrarsi sulle funzioni cognitive necessarie per la sopravvivenza immediata. È come se il cervello avesse sviluppato un "filtro" per evitare un sovraccarico di informazioni.
Nella fase di sperimentazione, i ricercatori hanno "disattivato" temporaneamente questo "interruttore" nel cervello e i partecipanti hanno mostrato una straordinaria capacità di influenzare eventi casuali generati da un computer.
Le analisi statistiche hanno confermato che i risultati erano troppo precisi per essere considerati semplici coincidenze, suggerendo che, in determinate condizioni, il cervello umano potrebbe davvero avere il potenziale per influenzare il mondo fisico in modi ancora poco compresi.
Un mistero che, con queste nuove scoperte, potrebbe essere solo all'inizio della sua comprensione.